Anticipo Pensionistico Volontario

 

 

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L’Anticipo Pensionistico Volontario(APE) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 04/09/2017 e riguarda i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, le gestioni speciali (artigiani-commercianti e coltivatori diretti),le gestioni sostitutive ed esclusive dell'AGO e la gestione separata dell'Inps  . 

I lavoratori che intendono usufruire dell’APE  volontario devono aver compiuto il 63° anno di età ed avere almeno 20 anni di contribuzione . Devono poi trovarsi  a non più di tre anni e sette mesi dalla  dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.  

I requisiti dovranno essere certificati dall'Inps al momento della richiesta. 

Contestualmente alla domanda di APE, il lavoratore dovrà produrre anche la domanda di pensione di vecchiaia che, una volta perfezionato il contratto di prestito non potrà essere più revocata.

In caso di decesso anticipato prima della conclusione dell'operazione, i superstiti non avranno alcun onere e potranno conseguire la normale pensione indiretta.  

Il prestito durerà da un minimo di sei mesi ad un massimo di 43 mesi e l'importo richiedibile oscillerà tra un minimo di 150 euro mensili ed un massimo che è compreso tra il 75% ed il 90% della pensione netta maturanda, a seconda dei mesi di anticipo richiesto.

L'importo erogato sarà esente da imposizione fiscale e sarà erogato per 12 mensilità annue. 

Il DPCM dispone che la misura sarà retroattiva dal 1° maggio 2017 .

Secondo la clausola di allungamento nel caso in cui,nel 2019, venissero modificati i requisiti di pensionamento per l’adeguamento dalla speranza di vita, il  prestito potrà prolungarsi fino alla a nuova data di maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia,con una nuova  determinazione dell'onere e della rata di ammortamento .

Il lavoratore potrà, al momento della domanda, indicare se avvalersi o meno di tale facoltà.

Il lavoratore ha anche la possibilità di estinzione anticipata del prestito, sia parziale che totale .

A seguito della  presentazione  della domanda di estinzione anticipata, l'istituto finanziatore dovrà determinare l'importo da restituire e comunicarlo al richiedente; l'estinzione   anticipata si perfeziona con il pagamento dell'importo da restituire, da parte del richiedente, in un'unica soluzione, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'istituto finanziatore.  

Il pagamento che darà diritto al rimborso da parte dell'impresa assicuratrice della parte del premio non goduta e la quota parte della commissione di accesso al fondo di garanzia. 

In caso di estinzione anticipata parziale, l'istituto finanziatore comunica all'INPS, che ne informa il richiedente, e all'impresa assicuratrice, il nuovo piano di ammortamento e l'importo della nuova rata di ammortamento da trattenere sulla pensione. In tal caso il richiedente dovrà sostenere i costi  amministrativi e di gestione della richiesta. 

In caso di estinzione totale l'Inps provvederà ad interrompere la trattenuta sul primo rateo di pensione utile e l'istituto finanziatore provvederà a rimborsare al richiedente le trattenute sui ratei di pensione indebitamente incassate dopo l'avvenuta estinzione anticipala, totale o parziale.

Se si ha l'estinzione totale interviene nella fase di erogazione del finanziamento,la domanda di pensione di vecchiaia sarà priva di effetti.

Le rate di ammortamento

Le rate di ammortamento saranno 12 all'anno,dunque la rata non graverà sulla tredicesima mensilità della pensione .  

Qualora il richiedente consegua un trattamento pensionistico diretto (es. pensione anticipata)prima della pensione di vecchiaia,l'erogazione del prestito si interromperà con conseguente rideterminazione del piano di ammortamento e restituzione all'interessato della quota di premio assicurativo e della quota parte di commissione di accesso al fondo di garanzia non goduta.

Sono previste cause ostative alla concessione dell'APE per i cattivi pagatori, cioè per coloro che hanno esposizioni per debiti scaduti, pignoramenti,iscrizione alla centrale di allarme interbancaria, iscrizione agli archivi della centrale rischi di Banca d’Italia.

In tali condizioni la banca rifiuterà l'erogazione del prestito.

   
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