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Il metodo Morpia è stato
elaborato al fine di calcolare, in maniera veloce ed
approssimativamente verosimile, la pensione di un iscritto alla
CPDEL, ovvero alla CTPS oppure ancora all’INPS.
Questo metodo, utile a visualizzare il quantum della pensione
maturata, nelle singole diverse gestioni, consente, altresì,
nei casi di possibilità di scelta tra una e l’altra, di
valutare le opportunità più vantaggiose.
Il metodo è estremamente semplice, in quanto prevede
l’inserimento di pochi ed essenziali dati e parte dalla regola
che tanto più la retribuzione è progredita solo per effetto di
aumenti contrattuali e tanto più attendibile è il risultato
del calcolo.
I dati necessari, che devono essere inseriti, sono:
- la data di nascita
- il sesso
- evidenziare se è un dipendente della scuola
- anzianità, espressa in anni e mesi, maturata al 31/12/1992
- la data espressa in mese ed anno in cui si intende fare la
valutazione
- importo lordo della retribuzione complessiva mensile, compreso
gli elementi non assoggettati al 18% in caso di iscritto CTPS,
risultante dall’ultima busta paga, con esclusione di eventuali
voci accessorie
- se statale, l’importo lordo mensile della retribuzione non
soggetta al 18% (IIS)
- l’accessorio mensile lordo mediamente percepito
La pensione risultante dall’inserimento dei sopra citati dati
sarà tanto più esatta quanto minore è stata la variazione di
carriera e, quindi, di retribuzione.
Quest’ultima, infatti, è legata sicuramente alle variazioni
contrattuali, che, di regola, hanno tenuto conto
dell’inflazione programmata.
Con riferimento alla media delle retribuzioni, utile per il
calcolo della seconda quota di pensione, questa risulta
individuabile nell’ultima busta paga, in quanto la
rivalutazione delle stesse tiene conto dell’inflazione reale,
aumentata addirittura di un punto percentuale, da cui
deriverebbe un arrotondamento per difetto.
In sintesi, la retribuzione media, nei casi in cui non vi siano
state variazioni di stipendio diverse da quelle previste dai
contratti, è approssimativamente equivalente all’ultimo dato
retributivo, se non addirittura più elevato, desumibile
dall’ultima busta paga.
Ad avvalorare tale situazione soccorre anche un’interessante
rilevazione statistica. Su tutte le pensioni relative a
cessazioni dal servizio intervenute dal 01/01/1998 al 31/12/2005
il rapporto tra le retribuzioni utilizzate per la quota A di
pensione e le retribuzioni medie utilizzate per la quota B di
pensione è mediamente prossimo all’unità, per i dipendenti
iscritti alla CTPS, mentre per gli iscritti alla CPDEL tale
rapporto è mediamente pari a 0,93.
Quanto sopra non è applicabile nei casi in cui vi siano state
molte progressioni di carriera.
Nel calcolo è possibile ricavare una percentuale tra la
pensione e l’ultimo stipendio percepito. Ciò sarà utile nei
casi in cui la data ipotizzata per il calcolo della pensione è
posta in un futuro lontano. La variazione di pensione sarà
direttamente proporzionale alla variazione di stipendio che
interverrà.
In ultimo, il metodo sopra descritto è in grado di fornire una
risposta concreta a chi chiede di poter conoscere i vantaggi che
conseguono all’accettazione di un provvedimento di riscatto
e/o di ricongiunzione, ovvero di presentare la relativa istanza.
E’ possibile, infatti, verificare il beneficio sull’importo
di pensione conseguente all’inserimento di un periodo da
riscattare o da ricongiungere, incrementando l’anzianità
posseduta al 31 dicembre 1992.
Ciò consentirà di effettuare un raffronto tra i trattamenti
pensionistici con e senza il periodo da riscattare o da
ricongiungere, dando la possibilità di valutare l’opportunità
di procedere o meno.
MorPia
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