La legge di bilancio 2017 non basta a definire l'APE

 
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L'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, previsto dalla legge di Bilancio del 2017, art.1 comma 164 e ss. legge 232/2106, è lo strumento  che permetterà, dal 2017, di andare in pensione prima .

 

L'APe volontario entrerà in vigore dal 1° maggio 2017 ed interesserà i lavoratori dipendenti del settore privato, gli autonomi,i lavoratori del pubblico impiego e gli iscritti alla gestione separata dell'INPS, a condizione che abbiano 63 anni di età, 20 anni di contributi e che si trovino a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia e che la pensione futura risulti non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS al netto della rata di ammortamento dell'anticipo richiesto .

 

Restano esclusi gli assicurati presso le casse libero professionali.

 

L'APE è sostanzialmente un prestito un prestito bancario, garantito da un'assicurazione privata contro il rischio premorienza che, una volta raggiunti i requisiti per la pensione vecchiaia, il pensionato dovrà restituire all'INPS in 20 anni .

 

Il progetto avrà natura sperimentale e durerà sino al 31 dicembre 2018 e poi potrà essere rinnovato sulla base dei risultati della sperimentazione.

 

E' prevista anche una durata minima del prestito pari ad almeno sei mesi.

 

Come si accede all'Anticipo Volontario 


L'interessato dovrà  farsi certificare dall'Inps il possesso dei requisiti per avere diritto all’APE e l'Istituto indicherà nella certificazione l’importo minimo e massimo dell’APE ottenibile .

 

Verosimilmente si potrà ottenere una cifra massima tra l'85% ed il 95% della pensione netta futura a seconda degli anni di anticipo richiesti.

 

Ottenuta la certificazione INPS il lavoratore potrà presentare domanda per accedere all'APE presentando, contestualmente, domanda diretta ad ottenere la pensione di vecchiaia da liquidarsi al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti dalla normativa vigente.

 

La domanda di APE e quella di pensione non saranno revocabili, salvo il diritto di recesso da esercitarsi nei termini previsti dalla legge in materia creditizia e bancaria e dal codice del consumo.

 

Nella domanda il richiedente indicherà sia il finanziatore che erogherà il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. 

 

I finanziatori e le imprese assicurative saranno scelti dal lavoratore tra quelli che aderiranno agli accordi-quadro da stipularsi, successivamente all’entrata in vigore del Decreto della Presidenza del Consiglio, tra il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e l’Associazione Bancaria Italiana e l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ed altre imprese assicurative primarie.

L’Istituto finanziatore trasmetterà quindi all’Inps il contratto di prestito o l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione e di APE decadranno .

 

In caso di concessione del prestito, il lavoratore avrà 14 giorni per esercitare il diritto di recesso .

 

Se il contratto viene perfezionato il prestito decorre entro i 30 giorni successivi ed il lavoratore inizierà a percepire la somma per 12 mesi l'anno sino al raggiungimento dell'età di vecchiaia (di regola 66 anni e 7 mesi). 

 

Le somme erogate tramite l'APE volontario non costituiranno reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche

 

 

La trattenuta


Una volta raggiunta, dal lavoratore la pensione di vecchiaia, l'INPS tratterrà, a partire dal primo rateo, l'importo della rata per il rimborso del finanziamento . Il prestito sarà restituito in 
260 rate in un periodo di 20 anni e quindi la trattenuta graverà anche sulla tredicesima . Resta salva la facoltà per il lavoratore di estinguere anticipatamente il prestito secondo modalità che dovranno essere stabilite dal decreto della Presidenza del Consiglio.  


Gli oneri di restituzione


Nelle elaborazioni del Governo la riscossione
dell'85% di una pensione netta porterà ad una decurtazione ventennale tra il 4,5 ed il 5% sulla pensione netta finale per ogni anno di anticipo . Questi valori si raggiungono attraverso l'attribuzione di un credito di imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti.

Sull'economia dell'APE volontario pesa però ancora l'incognita del tasso di interesse da applicare al finanziamento e la misura del premio assicurativo relativa all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza, elementi che dovranno essere indicati negli accordi-quadro da stipulare con le Banche.

Il Governo ha indicato un premio assicurativo pari al 
29% del valore del capitale erogato ed un interesse annuo di circa il 
2,5%

Entro il mese di febbraio 2017 dovrebbe essere emesso il decreto attuativo che consentirà di calcolare la convenienza o meno dell'APe .

Il commento:

Che dire, per andare tre anni prima in pensione occorre chiedere un prestito alle banche !... e dovremo aspettare Febbraio 2017 per sapere con certezza se questo prestito è conveniente oppure no !

In Italia non basta una legge, occorre che il Governo emetta il relativo Decreto Attuativo . Per adesso ci accontentiamo dei si dice e dei forse,anche se l'APe è stato già definito dalla legge di bilancio 2017.

E' un passo avanti, no ?  





Rosario Franza

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