I pubblici dipendenti e il "beneficio" della Circolare Inps 10/2017

 
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La Circolare INPS 10/2017 chiarisce una questione che interessa i dipendenti pubblici che abbiano iniziato l'attività lavorativa dopo il 1995. Si precisa che i lavoratori pubblici conseguiranno la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata con i requisiti previsti per i lavoratori non in possesso di anzianità contributiva al al 31/12/1995 anche in presenza di ulteriori periodi contributivi antecedenti al 1995 frutto di lavoro dipendente o autonomo nel settore privato .

 

Il riferimento al "primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996" di cui al comma 11 dell’art. 24 della legge n. 214/2011, quale condizione per accedere al trattamento pensionistico, deve essere riferito, precisa l'INPS nella circolare 10/2017, alla sola gestione assicurativa in cui si liquida la pensione.

 

Con tale chiarimento si consente ai lavoratori pubblici in questione di accedere al pensionamento secondo le regole del sistema interamente contributivo :

1) 66 anni e 7 mesi con un’anzianità contributiva minima di 20 anni e a condizione che l’importo della pensione sia superiore ad 1,5 volte l’assegno sociale;

2) 70 anni e 7 mesi e un’anzianità contributiva "effettiva" pari a 5 anni;

3) 63 anni e 7 mesi e 20 anni di contribuzione e a condizione che l’importo della pensione sia superiore ad 2,8 volte l’assegno sociale;

4)con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere dall'età anagrafica.

I requisiti suddetti sono naturalmente da adeguare alla speranza di vita per il futuro.

L'accertamento dell'anzianità contributiva per gli iscritti alle gestioni ex inpdap dovrà tener conto della ricongiunzione dei periodi assicurativi previsti dal Dpr 1092/73 e cioè i periodi di lavoro svolti presso amministrazioni dello Stato, autonomie locali, o altri enti pubblici con contribuzione versata o accreditata in uno dei fondi esclusivi.

Pertanto, nel caso in cui per effetto di tale ricongiunzione risulti una contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, il lavoratore maturerà il diritto a pensione con le regole del sistema misto  e dunque potrà conseguire il trattamento pensionistico solo a 66 anni e 7 mesi e 20 di contributi o con 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) a prescindere dall'età anagrafica.


Il commento:

Non è la prima volta e non sarà l'ultima in cui le norme vengono considerate come cicche : si allungano e si allargano come si vuole !

Non vorrei dire, ma questa circolare 10/17 sembra quasi pensata ad personam : abbiamo il caso e da lì si parte per interpretare la norma .

A me non sembra un buon sistema e ci saranno sempre dei cittadini che non hanno potuto usufruire dei "benefici" previsti dalla nuova circolare INPS, benefici che nel migliore dei casi prevedono la pensione a 63 anni e 7 mesi .

Caspita 64 anni per andare in pensione e si ha bisogno di un "beneficio", come siamo caduti in basso !



Rosario Franza

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