Il contributivo, dopo vent'anni !
 

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La legge 335 del 1995, legge Dini, ha stabilito che i lavoratori, che iniziano a lavorare dal 01/01/1996, avranno la loro pensione calcolata con il metodo interamente contributivo.

 

Cioè :    

1 - ogni anno viene accreditato a favore dell'iscritto alla cassa pensionistica, il 33% della retribuzione annua contributiva ;

2 - il valore accreditato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno secondo un coefficiente elaborato dall'ISTAT ;

3 - la somma dei valori accantonati e rivalutati anno per anno costituisce il montante contributivo individuale;

4 - l'importo annuo della pensione si ottiene come percentuale del montante contributivo individuale .

 

La legge Dini realizza così il concetto di trasformazione in pensione del capitale virtuale accumulato durante tutta l'intera vita lavorativa, al fine di garantire l'equilibrio e la sostenibilità del sistema previdenziale e abolisce lo strumento di integrazione al minimo .

 

Il secondo pilastro della riforma Dini è la pensione integrativa che si riesce ad ottenere versando il TFR ai fondi pensioni . Ad oggi, solamente il 30 % dei lavoratori privati ed il 15% dei lavoratori pubblici aderisce a fondi pensioni di categoria  contrattati dai sindacati .

 

Secondo l'INPS le pensioni le pensioni calcolate con tale metodo, vent'anni dopo, sono 51.000, quasi tutte di invalidità o di reversibilità ed il loro importo medio ammonta a 173 euro mensili .

 

 

Il commento :

 

Il sistema di calcolo definito  dal metodo contributivo finisce per penalizzare le situazioni previdenziali di coloro che, dopo anni di lavoro con diversi datori e in situazioni non sempre stabili, avranno un montante contributivo basso,   proporzionato agli esigui contributi effettivamente versati e corrispondenti a bassi salari e a periodi di non lavoro.

 

E' proprio il caso dei lavoratori atipici, precari ed in nero, che dopo anni di lavoro sottopagato, a fronte di una malattia o invalidità, percepiscono una pensione di 173 euro mensili !

 

Tutti noi dovremmo vergognarci a che l'INPS proponga una pensione di 173 euro mensili !

 

Ben al di sotto della soglia di povertà ... 

 

La Fap (Federazione anziani e pensionati) delle Acli ha avanzato una proposta di legge – presentata il 23/01/15  a Roma - per integrare al minimo vitale le nuove pensioni calcolate col sistema contributivo.

 

La proposta, consegnata ai parlamentari che intenderanno farla propria e sostenerla,riguarda solo le pensioni calcolate con il metodo esclusivamente contributivo e prevede che vengano integrate in modo tale che si arrivi ad un importo non inferiore ai 7.000 euro annui; se il titolare è coniugato l’importo diventa di 14.000 euro (integrazione anche effettuata in presenza di figli a carico). L'obiettivo è quello di far raggiungere un livello di reddito che corrisponde in linea di massima alla soglia di povertà relativa .

 

Dice il Presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico :"Con questa proposta intendiamo contribuire alla riforma del welfare partendo dal basso, a partire da quelli che hanno più difficoltà a far sentire le loro ragioni ed i loro diritti”. 

“Questa iniziativa – mette in evidenza Bottalico -è importante anche perché rivolta al futuro, alle pensioni minime che saranno sempre di più. Non è mistero il mancato decollo della previdenza integrativa e il sistema contributivo, allargherà la platea di quelli che avranno bisogno dell'integrazione al minimo. La proposta della FAP va quindi incontro ad un problema etico ed economico insieme”.

 

Nel realizzare le riforme pensionistiche, i vari governi hanno sempre cercato di garantire l'equilibrio e la sostenibilità del sistema previdenziale. Se poi, però, la sostenibilità finanziaria della previdenza diventa un mezzo per produrre poveri, allora è meglio cambiare strada, perché è immorale riformare le pensioni producendo dolore e sofferenza !

 

Occorrerà pensare ad un sistema che basandosi sui contributi per quelle pensioni che superano la soglia di povertà relativa, si affidi alla fiscalità generale per l'integrazione a quella soglia delle pensioni che  né sono al di sotto .

 

rosario franza

 
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