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2015 - Il passivo dell'INPS : - 6,7 miliardi di euro !

 
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Il bilancio di previsione per l’anno 2015 dell'Inps evidenzia una perdita o ,come dicono gli esperti, un disavanzo di competenza di 6,7 miliardi di euro.

Il rapporto del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale per l’anno 2012 metteva in luce come  a partire dal 2008 la forbice tra entrate e uscite si fosse sostanzialmente azzerata e nel 2013 l’onere della spesa pensionistica previdenziale a carico dell’Inps è stato finanziato interamente con entrate proprie a carico degli assicurati.

Nel 2013 le gestioni private erano in attivo : + 6,7 miliardi di euro.

  2012
in milioni di euro
2013
in milioni di euro
entrate contributive escluso ex inpdap 154.278,00 154.189,00
uscite contributive escluso ex inpdap 145.307,00 147.468,00
saldo 8.971,00 6.721,00

Le gestioni pubbliche(ex inpdap) erano in passivo : - 516,00 milioni di euro .

  2012
in milioni di euro
2013
in milioni di euro
entrate contributive ex inpdap 53.798,00 55.952,00
uscite contributive  ex inpdap 56.408,00 56.468,00
saldo - 2.610,00 - 516,00

La spesa pensionistica complessiva, privati e pubblici, nell'anno 2013, risultava avere un saldo complessivo di + 6,205 miliardi di euro .

Nella tabella sottostante ecco come si presentava la contabilità complessiva dell'INPS negli anni 2012 e 2013 .
 
2012
in milioni di euro
2013
in milioni di euro
ENTRATE 382.065,00 397.701,00
USCITE 391.851,00 406.425,00
SALDO -9.786,00 -8.724,00


Il commento:

Il buco di bilancio dell'INPS, che per il 2015 è di 6,7 miliardi di euro, non viene dalla gestione delle pensioni private o  pubbliche, ma dalle prestazioni assistenziali il cui finanziamento dovrebbe ricadere sulla fiscalità generale . Prioritariamente avviene attraverso la “solidarietà” tra le gestioni pensionistiche dei lavoratori dipendenti e autonomi privati e solo dopo, in via residuale appunto, attraverso il finanziamento statale.

Insisto nel voler separare le pensioni dall'assistenza, perché le prime sono finanziate dai contributi versati dai lavoratori e dalle aziende, mentre la seconda deve essere sostenuta da tutti tramite le tasse .
Per evitare che ciò avvenisse, i governi che si sono succeduti, hanno sempre introdotto restrizioni nel sistema pensionistico, agendo soprattutto sull'età in cui si matura il diritto a pensione(allungandola) e sul sistema di calcolo, abbassando la percentuale della pensione sull'ultima retribuzione o tasso di sostituzione( dal retributivo al contributivo ) .

Il buco di bilancio dell'INPS ci sta a cuore perché non vogliamo che si colpisca in un settore che, negli ultimi anni, è stato veramente martoriato ! Lo diciamo per i giovani, che hanno iniziato a lavorare nel 1996 e che avranno la pensione calcolata con il sistema interamente contributivo .
Secondo l'INPS le pensioni calcolate con tale metodo, vent'anni dopo, sono 51.000, quasi tutte di invalidità o di reversibilità ed il loro importo medio ammonta a 173 euro mensili !
Tanto che la Fap (Federazione anziani e pensionati) delle Acli ha avanzato una proposta di legge – presentata il 23/01/15  a Roma - per integrare al minimo vitale le nuove pensioni calcolate col sistema contributivo.

I
nostri figli avranno pensioni da fame ed allora bisognerà far ricorso all'assistenza, COME IL CANE CHE SI MORDE LA CODA !


Rosario Franza

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