La pensione diminuisce se il PIL decresce ?

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Ogni anno, per la pensione contributiva, viene accreditato a favore dell'iscritto alla cassa pensionistica, il 33% della retribuzione annua contributiva .

  • Il valore accreditato viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno in base all’andamento del PIL (serie storica dei 5 anni precedenti l'anno di riferimento).
  • La somma dei valori accantonati e rivalutati anno per anno costituisce il montante contributivo individuale con cui si calcola la pensione contributiva .
  • L'importo annuo della pensione, infatti, si ottiene moltiplicando il montante per un coefficiente, variabile in base all'età dell'iscritto e chiamato coefficiente di trasformazione .

Questo meccanismo è previsto dalla riforma Dini ed è stato introdotto nel 1995 .

Nel 2014 il coefficiente di rivalutazione degli importi accantonati nel montante contributivo individuale, sarà negativo e pari a - 0,1927% , tiene, infatti, conto dell'andamento negativo del PIL nel 2012(-2,4%) e nel 2013 (-1,9%) .

Insomma, nel 2013, il costo della vita aumenta, inflazione a + 1,3% , le pensioni diminuiscono.

Sarebbe questo l'effetto se si applicasse la riforma Dini del 1995 !  

L'INPS afferma che, trattandosi di un meccanismo di rivalutazione del contributo e non di svalutazione, non ci possa essere una penalizzazione per i futuri pensionati. Questa interpretazione sarebbe quasi scontata, secondo l’Istituto nazionale di previdenza, che tuttavia in presenza di rumors relativi alle preoccupazioni per possibili problemi di copertura, ha deciso di inviare una lettera per chiedere lumi ai ministeri competenti.

Per «sterilizzare l’impatto negativo del Pil sulle pensioni»  il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha presentato una proposta di legge con Maria Luisa Gnecchi (Pd), nella quale si prevede che in situazioni di Pil negativo per due annualità consecutive, il Governo è autorizzato a utilizzare come calcolo dell’indice di rivalutazione, il quinquennio antecedente le annualità di decrescita del Pil. Insomma numeri positivi per il calcolo del coefficiente di rivalutazione .

Una piccola categoria (gli agrotecnici) si è opposta all'applicazione della legge Dini e ha vinto, il 18 luglio 2014, davanti al Consiglio di Stato: ora potrà applicare un tasso di rendimento minimo dell’1,5% nonostante il diniego di ministeri del Lavoro ed Economia.

 

Il commento :

Il nostro paese è veramente incredibile !...E' mai possibile che aumenti il costo della vita mentre le pensioni diminuiscono ? !

No ! Sarebbe assurdo !

A cosa serve il coefficiente di rivalutazione se non a mantenere il potere reale di acquisto delle pensioni ?...e perché on. Damiano, dover sopportare, nella media quinquennale, un Pil negativo per due annualità consecutive ?

Io penso che bisognerebbe legare il coefficiente di rivalutazione degli accantonamenti annui del montante contributivo al tasso di inflazione, azzerandone l'effetto nel caso in cui l'inflazione dovesse essere negativa, cioè i prezzi diminuiscano .

C'è un altro elemento da considerare ed è la rideterminazione del coefficiente di trasformazione che, secondo quanto previsto dalla legge Dini,viene rideterminato ogni 10 anni sulla base dell'andamento demografico e del PIL, rispetto alle dinamiche dei redditi .

E' già cambiato dal 01/01/2013 e passa, per 57 anni, dal 4,720% al 4,304% determinando così una riduzione delle pensioni 2013 rispetto a quelle calcolate fino al 31/12/2012 .

ANNI coefficiente di trasformazione al 31/12/2012 coefficiente di trasformazione dal 01/01/2013
57 4,7200    4,3040
58 4,8600    4,4160
59 5,0060    4,5350
60 5,1630    4,6610
61 5,3340    4,7960
62 5,5140    4,9400
63 5,7060    5,0940
64 5,9110    5,2590
65 6,1360    5,4350
66 6,3790    5,6240
67 6,6400    5,8260
68 6,9270    6,0460
69 7,2320    6,2830
70 7,5630    6,5410

Cosa succederà quando i ragazzi di oggi diventeranno gli anziani di domani ?...soprattutto quando i ragazzi di oggi hanno alle spalle retribuzioni basse e discontinue ?

Azzardo una previsione ... avranno pensioni da fame e saranno i nuovi poveri ...che tristezza ! Che lasciamo ai nostri figli ? !

 

rosario franza