Legge di stabilità 2015 : Novità sulle pensioni

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Ieri, 26/11/2014,la commissione Bilancio, esaminando la legge di stabilità 2015, ha approvato l'emendamento del governo che rivede la legge Fornero sulle “pensioni d'oro” , stabilendo che  gli assegni non possono essere di importo superiore rispetto a quello calcolato con il sistema interamente retributivo e comunque di importo non superiore all'80% dell’ultimo stipendio. La norma si applicherà a tutti i trattamenti pensionistici, anche a quelli già liquidati, a decorrere dal 2015 .

Inoltre per i lavoratori che accedono al pensionamento a un’età inferiore ai limiti previsti, rimane il termine di due anni per la liquidazione del Tfr. Le risorse risparmiate – si legge nella relazione tecnica – “affluiscono nel Fondo, istituito a presso l’Inps, finalizzato a garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie da individuare con un decreto del presidente del Consiglio”.

Un'altro emendamento accolto  cancella le penalizzazioni sull'anticipo della pensione rispetto ai 62 anni per chi ha maturato 42 anni e 6 mesi (se uomo) o 41 anni e 6 mesi (se donna). Si cancella, con questa correzione, la «prestazione effettiva di lavoro» come base di calcolo per il requisito contributivo, al netto cioè di varie forme di permessi o sospensioni dal lavoro cumulate nell'arco dell'intera carriera.

 

Vale la pena ricordare che sulle pensioni più elevate (oltre sei volte il minimo ovvero pari a 3.500 euro) quest'anno è previsto il blocco della perequazione, mentre dal 2016 tornerà solo al 45%. Sono poi sempre in vigore i prelievi di solidarietà (dal 2014 al 2016) introdotti dalla legge di Stabilità del governo Letta e che finora hanno resistito ai ricorsi. Si tratta di un prelievo del 6% sulla parte di assegno eccedente 14 volte il minimo (circa 90mila euro), del 12% sulla parte compresa da le 14 e le 20 volte superiore il minimo, del 18% sulla parte eccedente di trenta volte il minimo.

Il commento :

Vorrei sottolineare alcune particolarità del tetto applicato alle cosiddette pensioni d'oro . Si tratta di un particolare effetto di calcolo che si ottiene sulla terza quota di pensione,interamente contributiva ed introdotta a partire da 01/01/2012 dalla legge Fornero .

Ormai si è capito che, quando si percepiscono retribuzioni particolarmente alte, la pensione contributiva risulta essere più alta di quella retributiva . Quando invece si percepiscono retribuzioni discontinue e basse, la pensione retributiva è più alta di quella contributiva . Si è così pensato di calcolare la pensione sia con la legge Fornero, sia col sistema retributivo e scegliere l'importo più basso, che nel caso di retribuzioni alte sarà quello interamente retributivo.

La domanda è la seguente : questo è un sistema di calcolo giusto ?

Così facendo ai ricchi, rispetto alla norma ante Fornero, non si toglie nulla, mentre ai poveri si riduce la pensione .

Insomma non si toglie nulla ai ricchi e si riduce il reddito ai poveri !

La norma Fornero ha fatto di peggio perché, non inserendo nessun limite, ha consentito ai ricchi di percepire una pensione più alta di quella percepita col sistema interamente retributivo .

Insomma è aumentato il reddito dei ricchi e si è ridotto quello dei poveri !      

Mi viene in mente un amico che sosteneva che la lotta di classe esiste ancora : è la lotta dei ricchi contro i poveri !

Per essere giusti dovremmo inserire due limiti uno verso il basso ed uno verso l'alto :

  1. la pensione minima non può essere inferiore a 1000 euro mensili netti;
  2.  la pensione massima non può essere superiore a 3000 euro mensili netti .

Così non è più giusto ?    

rosario franza

 
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