Gli effetti della legge Fornero sugli arrotondamenti ed invalidi

 
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A seguito della legge Fornero, l'INPS, col messaggio n. 2974/2015, precisa che i lavoratori iscritti alle forme esclusive dell'AGO, cioè i lavoratori pubblici,il personale dipendente dalle Ferrovie S.p.A. e i lavoratori iscritti al Fondo di quiescenza Poste, dovranno maturare per intero l'anzianità contributiva necessaria per il diritto a pensione .

L’anzianità,cioè, deve essere interamente maturata, senza  alcun arrotondamento per eccesso o per difetto alla frazione di mese .

L’arrotondamento dell’anzianità, che è previsto dall’art. 59, comma 1 lettera b) della legge n. 449/1997, continua, invece, ad operare nelle seguenti ipotesi:

  1. 40 anni di anzianità contributiva al 31/12/2011 (39 anni, 11 mesi e 16 giorni);

  2. regime sperimentale opzione donna (34 anni, 11 mesi e 16 giorni);

  3. lavoratori salvaguardati che maturano il diritto a pensione con 40 anni di contribuzione (39 anni, 11 mesi e 16 giorni);

  4. pensioni di inabilità, ad eccezione di quella prevista dall'art. 2 comma 12 legge 335/95 .

Invalidità :

La riforma Fornero non ha, invece, modificato i benefici previdenziali per i lavoratori che abbiano una invalidità riconosciuta non inferiore all'80%.
Pertanto, tuttora, i lavoratori e le lavoratrici invalidi in misura non inferiore all'80% , hanno diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 60 anni e 7 mesi di età se uomini, e dei 55 anni e 7 mesi di età se donne, cioè  il requisito di età previsto dall'articolo 1 comma 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 503, viene incrementato del solo effetto dell'aspettativa di vita Istat, 3 mesi dal 2013 ed ulteriori 4 mesi dal 2016 .

Il beneficio è attivo solo per i lavoratori dipendenti del settore privato, non per gli autonomi e non per quelli del pubblico impiego . I fondi esclusivi riconoscono una pensione di inabilità a proficuo lavoro e art. 2 comma 12 legge 335/95, a cui si può accedere indipendentemente dall'età anagrafica . 

Commento :

Quante casse previdenziali ci sono in Italia ? ...Tantissime, le più importanti sono : FPLD, CPDEL, CPS, CPUG, CPI, CASSA STATO,AUTONOMI, GESTIONE SEPARATA, IPOST, FS ecc. ecc. ecc.

Si potrà mai uscire da un simile ginepraio ?

Casse diverse tra loro, con applicazione di norme diverse, con sistemi di calcolo diversi e con costi aggiuntivi .

Forse sarebbe bene distinguere solo tre tipi casse, una per i lavoratori dipendenti, una per gli autonomi ed una, forse, per la gestione separata, unificando il più possibile i sistemi di calcolo per la parte retributiva, senza distinguere tra dipendenti pubblici, statali e privati . Che senso ha la maggiorazione del 18% prevista per gli statali ? ...e perché far riferimento all'ultima retribuzione e non alla media degli ultimi cinque anni per il calcolo della quota A ?

Si scoprirebbe, probabilmente, che nelle pieghe di sistemi calcolo diversi, si nascondono piccoli e grandi privilegi che un  INPS con un passivo di 6,7 miliardi di euro non può permettersi .

Questa è la nostra sensazione e la chiarezza e semplicità sarebbero auspicabili !    
  

Rosario Franza

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