Pensioni : Damiano propone, ma il Governo non dispone... e la povertà ?

 
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Il tasso di capitalizzazione dell’anno 2014, calcolato sulla variazione media quinquennale del PIL nominale degli anni 2009-2013, è pari a meno 0,1927% e verrà applicato al montante individuale dei contributi maturato al 31.12.2013  ed essendo negativo avrà come conseguenza la riduzione del montante . 

Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha presentato una proposta di legge nella quale si prevede che in situazioni di Pil negativo per due annualità consecutive, il Governo è autorizzato a utilizzare come calcolo dell’indice di rivalutazione, il quinquennio antecedente le annualità di decrescita del Pil .

Questa notizia era stata ripresa e  pubblicata in questa rubrica il 14/11/2014 ,  insieme all'annuncio che l'INPS non era intenzionata ad applicare il tasso di capitalizzazione negativo .

Ad oggi però, abbiamo verificato che l'INPS utilizza, per il 2014, un tasso di capitalizzazione pari a 0,998073  e ciò significa che avremo un montante contributivo svalutatoPer essere chiari, ciò significa che il montante contributivo invece di aumentare o rimanere invariato diminuisce e così si riducono le pensioni .  

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, invece, nel corso del question time al Senato ha detto :«Il Governo è intenzionato a rimettere mano alla riforma Fornero per attivare una maggiore flessibilità in uscita che sia graduale e sostenibile economicamente. Ma l’intervento potrà avvenire solo all’interno della legge di Stabilità perché è lì che bisogna quantificare e qualificare le risorse per le scelte da fare» ed ha aggiunto :«Oggi l’Inps  è impegnata in un lavoro di analisi, valutazione e predisposizione di simulazioni con cui verificare quali siano le azioni più efficaci ed economicamente sostenibili, dati i vincoli che abbiamo».

Il presidente dell'INPS, Tito Boeri,in una intervista al quotidiano "La Repubblica" afferma:<<Oggi c'è un problema sociale molto serio: quello delle persone nella fascia di età 55-65 anni che una volta perso il lavoro si trovano progressivamente in condizioni di povertà. Si calcola che non più di uno su dieci riesce a trovare una nuova occupazione. Questo ha provocato un aumento della povertà non essendoci alcun sussidio per gli under 65. Per queste persone è ragionevole allora pensare di introdurre un reddito minimo garantito». L'ipotesi allo studio dei tecnici dell'Inps è di garantire un sostegno minimo, legato al reddito Isee del lavoratore e del nucleo famialiare, pari a circa 700 euro al mese per accompagnarlo alla maturazione del diritto a pensione.

Commento:

Replico queste notizie perché rimanga, per noi, la possibilità di verificare come le istituzioni abbiano ridotto al minimo la capacità di incidere positivamente sulla nostra vita quotidiana .

Incredibile !...per un meccanismo tecnico le pensioni vengono svalutate...il PIL è negativo ... siamo in deflazione ... e le pensioni vengono ridotte !

Per evitare ciò il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, presenta, nel 2014, una proposta di legge che ad oggi, 13/04/2015, risulta ignorata .

Il Governo ribadisce, attraverso il suo ministro del lavoro Poletti, che intende rimettere mano alla riforma Fornero per attivare una maggiore flessibilità in uscita, intende cioè ridurre gli anni di età e di contribuzione necessari per maturare il diritto a pensione, ma perché rimanda il tutto alla legge di stabilità 2016 ?
Risposta : "perché è lì che bisogna quantificare e qualificare le risorse..."

In tal senso viene depositata alla Camera dei Deputati una proposta di legge a prima firma Damiano in cui l'età minima e la contribuzione minima, per la maturazione del diritto a pensione, sono fissati rispettivamente a 62 anni di età e 35 anni di contribuzione,la cui somma deve comunque raggiungere quota 100 .

Sembra proprio che Damiano proponga, ma il Governo non disponga !
 
Lo stesso Governo, poi, annuncia che ha trovato un "tesoretto" di 1,6 miliardi di euro da utilizzare, sembra, nella lotta alla povertà !

Ricordiamo che il numero di persone in povertà assoluta è, nel 2013, pari a 6 milioni di cittadini, il 10 per cento degli italiani e si tratta di povertà assoluta, della condizione cioè di chi non raggiunge «uno standard di vita minimamente accettabile», calcolato dall’Istat e legato a un’alimentazione adeguata, a un’abitazione decente e ad altre spese basilari come quelle per la salute, i vestiti e i trasporti .
L’Alleanza contro la povertà in Italia, è un soggetto composto da  associazioni quali Acli, Caritas, Forum terzo settore, Banco alimentare, Action Aid e Save the children e rappresentanze di comuni e regioni e sindacati ed ha elaborato una proposta di reddito di inclusione sociale (Reis) di cui ho già scritto.

Riuscirà il nostro Governo ad utilizzare il "tesoretto" nella direzione del reddito di inclusione sociale ?

Insomma, si riducono le pensioni e,forse, si riduce anche la povertà e il tutto potrebbe anche essere positivo, ma non equo, se fosse veramente così ! 

Rosario Franza

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